fino al 30 mag

Manuel Castells sostiene che la capacità umana di elaborare simboli attraverso il linguaggio abbia potuto dispiegarsi appieno solo attraverso una specifica tecnologia, quella digitale del computer. Una storica copertina di Time Magazine ha sottolineato come quella tecnologia sia diventata per tutti. Avendo capito come la rivoluzione digitale vada diffusa tramite l’arte, la musica e l’auto-produzione indipendente, alcuni bolognesi hanno dato vita a Homework, festival tra i più importanti in Italia che, da sette edizioni, presenta il meglio del panorama elettronico attuale. Quest'anno si va dal minimalismo elettronico condito di hip-hop del giapponese Radiq all’hip hop wonky beat di Dorian Concept; dalla fusione di beat sbilenchi dell’inglese Lukid alle sperimentazioni video-sonore di Bruno Pronsato, che propone in anteprima un progetto lontano dai suoi set a cassa dritta. Non si preoccupino gli amanti di quest’ultima, il party del Kindergarten e il dj set al Cassero del bulgaro Kink chiuderanno la rassegna, con una overdose finale di beat capace di stendere anche il più digital addicted.
articolo di Carlo Di Gaetano
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