15 ottobre, 19:00
16 ottobre, 19:00
Tim Hecker
Segna in agenda
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Reykjavík, una chiesa e un organo a canne. Tre elementi che triangolano perfettamente i paesaggi sonori di "Ravedeath, 1972", gioiello drone che ha aperto l'anno lasciato alle spalle. Lui, che nel '72 non era neanche nato, è Tim Hecker: canadese, classe '74, e come molti nordamericani (The Album Leaf, Bonnie Prince Billy) sedotto dall'algida Islanda. Ma a febbraio a vibrare non saranno le navate islandesi, bensì le pareti dell'Auditorium Carmine. Così, segno in agenda e intanto rifletto: se nelle chiese italiane suonassero questa musica, non dico che diventerei cristiano, ma di certo praticante.
Daniele Dodaro
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